"Si può davvero fermare il tempo?" È questo l'interrogativo ritmico che accompagna ogni nostra sconfitta in Hades II, la prima vera opera di seguito firmata da Supergiant Games. Mettendo da parte le dinamiche puramente domestiche del primo capitolo, questa nuova avventura alza drasticamente la posta in gioco, trasformando una lite familiare in un'imponente tragedia corale contro Chronos, il Titano del Tempo. Vestendo i panni di Melinoë, Principessa dell'Oltretomba e abile strega, ci siamo immersi in un ciclo infinito di morte e rinascita. La prova su Nintendo Switch 2 ha confermato quanto questo roguelike sia un punto d'arrivo monumentale per lo studio, capace di perfezionare e ampliare ogni singolo ingranaggio dell'opera originale.

Una tragedia corale tra dei ed eroi

Sul piano narrativo, il gioco adotta la struttura formale della tragedia greca per sorreggere l'impalcatura roguelike. Se il viaggio di Zagreus era un'intima fuga paterna, la crociata di Melinoë ha il respiro di una guerra totale per la salvezza della propria stirpe. Il cast di personaggi secondari rappresenta ancora una volta il fiore all'occhiello della produzione: dialogare con ogni figura al Crocevia dopo un tentativo fallito è un piacere imperdibile. Che si tratti dell'inflessibile mentore Ecate, della competitiva Nemesi pronta a irriderci per una caduta prematura, o delle divinità dell'Olimpo con i loro difetti tipicamente umani, la scrittura brilla per arguzia e sfumature. Gli dei mostrano senza filtri il loro disprezzo per i mortali e l'incomprensione dei bisogni umani, dando vita a confronti ricchi di fascino ed evidenziando come persino le entità immortali siano mosse da avidità ed egoismi. Tuttavia, dobbiamo riscontrare come l'intreccio principale soffra di un ritmo stranamente accelerato nella parte finale della campagna. Per quanto l'affresco mitologico sia spettacolare e sorretto da interpretazioni vocali magistrali, la spinta emotiva legata ai drammi familiari risulta un pizzico più distaccata rispetto al legame viscerale che aveva caratterizzato il capostipite. Si tratta di una sbavatura marginale all'interno di un quadro narrativo di altissima fattura, dove ogni singola battuta risuona scritta con cura maniacale, ma che impedisce alla storia principale di raggiungere la medesima carica empatica dell'esordio di Zagreus.

Il Crocevia è il cuore narrativo di Hades II: tra una spedizione e l'altra, nuovi dialoghi approfondiscono rapporti e rivalità tra Melinoë e gli altri protagonisti.

L'arte della stregoneria e la danza del combattimento

Pad alla mano, la differenza sostanziale tra Melinoë e suo fratello risiede nella natura stessa dei loro poteri. La Principessa è una strega, e la gestione della Magia diventa la colonna portante di ogni singolo scontro. All'inizio l'approccio può disorientare chiunque abbia assimilato i ritmi frenetici del primo capitolo: Melinoë è più fragile e richiede un controllo della distanza assai più metodico. I suoi attacchi fisici, le tecniche speciali e soprattutto il Cast funzionano secondo logiche del tutto inedite. Il Cast non è più un proiettile a gittata da recuperare, ma un cerchio magico tracciato sul terreno per immobilizzare i nemici, dal quale scattare via prima di scatenare le cariche Omega a costo di Magia. Questo cambiamento apre la strada a una varietà tattica impressionante. Durante le nostre sessioni abbiamo creato sinergie devastanti, come l'abbinamento tra i boati esplosivi di Efesto, le benedizioni luminose di Apollo e le caratteristiche dell'Ascia di Pietraluna. Tracciare il cerchio, bloccare una calca di mostri, ritirarsi per caricare un fendente devastante e veder esplodere l'area è una sensazione impagabile. La possibilità di integrare i fulmini di Zeus o le maledizioni di Era trasforma ogni corsa in un laboratorio alchemico. Meno incisive ci sono sembrate invece le invocazioni lunari di Selene, abilità secondarie attraenti sul piano visivo ma spesso marginali nell'economia delle configurazioni più efficaci.

Magia, Cast e attacchi Omega rendono Melinoë profondamente diversa da Zagreus, privilegiando controllo dello spazio e costruzione delle sinergie.

Oltretomba e Superficie: la doppia via del viaggio

La struttura della progressione raddoppia le proprie ambizioni offrendo due percorsi distinti e paralleli: la discesa tradizionale verso il regno del padre e l'ascesa verso la Superficie per difendere il Monte Olimpo. La via sotterranea richiama la progressione classica del primo Hades, pur introducendo scorci differenti come gli sterminati Campi del Pianto, che modificano l'esplorazione grazie a spazi molto più ampi e dispersivi. In generale, questa rotta tende ad assestarsi su un livello di difficoltà accessibile per i veterani del genere, offrendo una sensazione di familiare sicurezza e fluidità di movimento. Il vero salto di qualità risiede invece nella rotta della Superficie, capace di spezzare la formula abituale con trovate strutturali brillanti. La città di Efira presenta una stanza d'accesso con ben dieci porte, permettendo di pianificare sei ricompense iniziali e plasmare la propria build con estrema precisione fin da subito. Il Fiume Tessaglia proietta l'azione a bordo di navi in movimento tra flutti tumultuosi e battaglie a ondate serrate. I boss che presidiano questa via mostrano un tasso di sfida elevatissimo, capace di punire severamente ogni minimo errore di posizionamento e di costringere il giocatore a ripensare continuamente la propria strategia.

La via della Superficie rompe la progressione tradizionale dell'Oltretomba con scenari e strutture differenti, come le battaglie navali del Fiume Tessaglia.

L'hub del Crocevia e l'economia dei materiali

Tra un tentativo e l'altro ci si ritrova sempre al Crocevia, un centro operativo vivo e pulsante dove preparare le spedizioni successive. Qui è possibile pronunciare Incantesimi al calderone che sbloccano scorciatoie o miglioramenti permanenti, coltivare semenze, conversare con gli alleati e persino reclutare familiari da portare in battaglia per raccogliere risorse o fornire supporto passivo. Il loop di gameplay si dimostra incredibilmente magnetico: la voglia di tentare ancora una corsa per raccogliere l'ingrediente mancante o testare un nuovo Ricordo è un richiamo costante a cui è impossibile resistere. Se proprio dobbiamo muovere una critica al sistema di progressione, questa riguarda la pletora di risorse e valute secondarie presenti nel gioco. Ogni bioma possiede le proprie piante, semi, minerali e pesci specifici, a cui si sommano monete speciali e valute da convertire presso i mercanti. In determinati momenti la gestione dell'inventario rischia di risultare persino troppo frammentata e ridondante, aggiungendo un livello di micro-gestione che non sempre arricchisce la fluidità complessiva del titolo e che poteva essere semplificato senza perdere profondità.

Eccellenza audiovisiva e prestazioni su Switch 2

Dal punto di vista tecnico e artistico, il titolo rappresenta una vera festa per gli occhi. Il tratto inconfondibile di Jen Zee tocca qui vette d'eccellenza straordinarie: i ritratti dei personaggi sono impreziositi da sottili animazioni e bagliori che ne riflettono le peculiarità divine, mentre le ambientazioni straripano di dettagli ambientali. Sulla nuova ammiraglia Nintendo il gioco si comporta in modo inappuntabile. Se la modalità portatile garantisce una fluidità granitica a 60 fotogrammi al secondo, è nel dock che il titolo offre il meglio di sé, raggiungendo i 120 fotogrammi al secondo per una reattività dei comandi praticamente impeccabile durante i combattimenti più concitati. Il comparto sonoro curato da Darren Korb merita un plauso a parte. La colonna sonora intreccia sonorità etniche, chitarre ruggenti e vocalizzi ipnotici che accompagnano perfettamente il ritmo dell'azione. Uno dei momenti più alti dell'intera produzione resta lo scontro con Scylla e la sua band, dove il combattimento si trasforma in un vero e proprio concerto rock mitologico con testi incentrati sulla volontà delle sirene di affondarci e stritolarci. Un lavoro audio di rara maestria che corona un'impalcatura tecnica priva di qualsiasi sbavatura.

Melinoë e il cast di personaggi